10 cose che ho imparato al Master in Social Media Marketing

Le vacanze, almeno quelle di luglio, sono concluse. Ad agosto ho già in programma un secondo round di partenze, meno impegnativo del primo, ma comunque necessario. Prima di dedicare un intero post a Dubai, meta delle mie vacanze, vi lascio con un estratto del mio articolo per Ninja Marketing in merito alle nozioni apprese durante il Master online in Social Media Marketing. Enjoy!


Il Master online in Social Media Marketing della Ninja Academy si è appena concluso, ma è già tempo di far tesoro dei concetti appresi. I docenti sono stati scelti tra i migliori professionisti del settore, quindi fare un breve sunto dell’intera esperienza del Master non è semplice.

Ecco perché riassumerò in 10 punti i concetti principali emersi durante le lezioni.

#1 Il nostro brand è già sui Social Media, prima ancora di aprire qualsiasi account

Nelle conversazioni delle persone, tra i commenti e i racconti di esperienze, nelle pagine e nei profili fake e tra i gruppi nati spontaneamente online: il nostro brand vive già in rete, anche se non ha ancora una presenza ufficiale. La domanda, quindi, non è più se attivare una presenza ufficiale del brand, ma come farlo.

#2 La bussola di una Social Media Strategy è l’obiettivo di business

Non solo tattica, ma anche strategia. Partire sempre da un obiettivo di business per costruire un piano editoriale e scegliere quali metriche misurare sui social. La scelta di quali properties attivare non deve essere una corsa a chi ha più social, ma deve dipendere da obiettivi e strategia.

#3 Mettere in relazione i dati per migliorare le performance

Questa è l’abilità più importante di un social media strategist. Non tutto può essere misurato, ma senza misurazione si naviga a vista. Ecco perché un piano editoriale efficace è sempre verificabile e misurabile.

#4 “Tell a great story, because facts tell, but stories sell”

Non importa cosa tu stia vendendo, la storia che devi raccontare è più importante del prodotto stesso. Un brand che si racconta definisce un’ambizione che va oltre le aspirazioni commerciali. Ecco perché è necessario costruire progetti narrativi efficaci.

#5 Il video è il segmento più in crescita dell’adv online

Non esiste mezzo migliore per raccontare una storia di un video. Il video marketing (sotto forma di video tutorial, trailer, sessioni e-learning, lezioni in streaming o spot pubblicitari) è uno strumento imprescindibile per la generazione di lead qualificati.


Puoi continuare a leggere i restanti punti qui, dove troverai anche maggiori informazioni relative al Master.

E se hai qualche altro dubbio, puoi sempre scrivere nei commenti o mandare un’email a paolaleo1988@yahoo.com, sarò lieta di rispondere. Non siate timidi.

Buon agosto!

La campagna promozionale online che non fa bene alla Tunisia

Mi sono imbattuta in quest’articolo su Buzzfeed. Un creativo tunisino, spinto dalla voglia/necessità – peraltro del tutto giustificata – di risollevare l’economia turistica del suo Paese dopo i gravi attentati degli ultimi mesi, ha lanciato la campagna online “Would you stop visiting New York?“.

campagna pubblicitaria tunisia

(Foto da: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=902428883150019&set=pcb.902430113149896&type=1)

Dice Selim Ben Hadj Yahia, l’ideatore della campagna lanciata su Facebook: «ce message est un appel à soutien à la Tunisie qui, je l’espère, sera partagé au maximum afin qu’il puisse toucher un maximum de personne car, nous en avons besoin plus que jamais».

Ora, ammettiamone la disperazione e il desiderio di rivalsa e protezione verso il proprio Paese, la propria economia e le sorti, personali e nazionali. Associare, anche solo per immagini, una campagna pubblicitaria pro-Tunisia a vicende terroristiche ancora scottanti (sceglietene una a caso fra New York e Parigi, ad esempio) è una mossa azzeccata?

Parliamo di Tunisia in termini di brand tunisino. È così che si gestisce una situazione di crisi? Costruire un sentimento di fiducia e credibilità: è così che si fa? È questo il corretto modo di chiedere – e quindi sperare di avere – il supporto dei turisti di tutto il mondo?

Tunisia really needs support, ma non così.

Cito uno dei commenti, trovato sul sito del Corriere: “Ma il loro esperto di marketing dove ha fatto gli studi? A Bagdad?

La mia esperienza. Sono stata in Tunisia due volte, entrambe alloggiando ad Hammamet. La prima volta non avevo ancora 16 anni, la seconda ero ad un passo dalla laurea triennale. Ho solo ricordi positivi: grande ordine, civiltà, cortesia. Strutture alberghiere a cinque stelle, robe che in Sicilia (anche in gran parte d’Italia, in verità) sogniamo da secoli. Spiagge sconfinate, un’anteprima di deserto, caldo e tempeste di sabbia. Accoglienza, cibi tipici e meno tipici. Cous cous, spezie piccanti, odori forti, suq.

La miglior campagna promozionale può e necessariamente deve vertere intorno ad un fatto concreto: la messa in sicurezza di una nazione che ama la pace.

La Tunisia, unico paese pienamente democratico del mondo arabo, però, adesso, è un paese vulnerabile. Serve ancora del tempo.