24 ore con uno smartwatch al polso

Premessa: la mia non è assolutamente una famiglia di nerd, anzi. Parole come “browser” e “uploadare” non sono frequenti. Me esclusa. Però c’è sempre stata una certa propensione alla sperimentazione di nuove tecnologie. Un iPad ha trovato spazio e impiego in famiglia a pochi giorni dal suo lancio, ad esempio.

Le mie 24 ore con uno smartwatch al polso sono giunte con qualche mese di ritardo. Mio padre, lo scorso agosto, ne comprò uno in regalo a mia madre. Non sto parlando dell’Apple Watch, naturalmente, ma di un comunissimo “orologio intelligente” acquistato su un sito straniero per 100 € o qualcosa di più (mio padre non si è voluto sbilanciare). Dopo qualche settimana di utilizzo, mia madre lo ha riposto in un cassetto, dove è rimasto fino a sabato mattina.cosa fa uno smartwatch

Non sono particolarmente scettica verso i nuovi device o la tecnologia in generale, spesso mi viene detto l’esatto contrario, però lo smartwatch non ha sortito sin da subito il mio interesse. Sabato, spinta anche dai numerosi articoli letti in merito ai nuovi dispositivi Apple (costosissimi, naturalmente), ho deciso di vivere 24 ore con quest’affare al polso.

Non voglio tracciare panegirici sul prodotto acquistato (peraltro non da me), quindi trascurerò i dettagli tecnici in favore di una valutazione nettamente organica: a cosa serve uno smartwatch? É davvero utile? Verrà venduto solo quello Apple in virtù della forza mediatica ed esoterica dei suoi evangelist?

Uno smartwatch – che già definirlo smart mi sembra un attimo eccessivo, ma è stato fatto anche per i phone, quindi ok – è un orologio da polso (almeno nelle sembianze) con dispositivo touch molto simile allo schermo di qualsiasi apparecchio telefonico mobile assimilabile alla categoria smartphone, solo più piccolo.

In ottica wearable è forse il passo meno indolore – consentitemi – rispetto a Google Glass, anelli di fidanzamento bluetooth, caschi spaziali per la realtà aumentata e altra roba fantascientifica (tipo Oculus Rift, per intenderci). Indolore perché l’oggetto in sé ci è già familiare. Non è il caso dell’iPad, con cui è stato inventato un device – la tavoletta, la chiamava mio padre all’inizio – che prima non c’era. É più il caso dell’iPhone: un telefono – questo è – che fa anche foto, che consente di navigare, ascoltare musica, giocare, gestire una casella di posta, ecc. Un oggetto che avevamo già che improvvisamente diventa intelligente.

Ok, ma è utile? Nel giorno che ho passato con lo smartwatch al polso, mi è parso di sì. Cioè: dopo le prime ore trascorse a smanettare, impostare settaggi personalizzati, suonerie, sfondi, indice delle notifiche e altro, mi sono goduta l’esperienza dell’oggetto. Stava sul mio polso, quindi non ho avuto l’ansia del pensare “dove lo metto? se lo poso in tasca si graffia”. Nei settaggi scelti (e fra quelli disponibili, Whatsapp pare non sia contemplato dal mio modello di smartwatch) ho inserito la possibilità di ricevere le notifiche per chiamate, sms, Facebook e Twitter. Chiaro: lo smartwatch si collega al cellulare (che termine antiko!) tramite bluetooth.

Risultato: ho guardato il mio iPhone molto meno del solito. Leggere le notifiche e interagire con il sistema non mi è parso forzato. I contenuti adattati alla dimensione dello schermo hanno reso la mia esperienza naturale. Scrivere un’email, quello sì, mi sembra una pratica “eccessiva” da richiedere ad un semplice orologio, ma interagire su Twitter è comodo. Sapere chi mi sta chiamando prima ancora di estrarre il telefono dalla tasca è utile e anche comodo, specie se non mi va di rispondere e chiudo la chiamata con un semplice tap.

Se in mattinata e fino a pranzo mi sono occupata delle impostazioni e di alcune personalizzazioni e nel pomeriggio ho goduto dei vantaggi di uno “specchietto anticipatore” di notifiche e brevi interazioni sui social, la sera (e parte della nottata) mi è servita per portare il mio smartwatch fuori porta. Tra chi non avesse idea dell’esistenza di smartwatch che non fossero Apple (ma dove l’hai comprato l’orologio Apple, in Canada?) e chi si è mostrato apocalittico (a te mancava solo questo, ora hai fatto il pieno di cose inutili), in tanti hanno convenuto su una cosa: farsi i selfie direttamente dallo smartwatch è una figata, meno delle metafoto, ma sempre una figata.

Quindi mi sono convinta di una cosa: le persone (tutte, non solo gli smanettoni, quelli sono solo i primi) sperimentano (e sperimenteranno) gli smartwatch (la posso scattare io la foto? ti prego…), decideranno in seguito se usarli o abbandonarli. Nel frattempo, però, la Apple ne venderà vagonate, i competitors pure (basta che costino un po’ meno, eh) e le aziende con una vision che non sia legata all’oltretomba inventeranno nuove formule (app, sensori, roba geek) per creare contenuti e interazioni e adattarle allo schermo.

Ps. Sabato ho sempre saputo che ora fosse. SEMPRE 🙂

uso dello smartwatch

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11 pensieri riguardo “24 ore con uno smartwatch al polso

    1. Addirittura 🙂 Beh, sono ugualmente contenta però che il post ti sia piaciuto lo stesso. Sono qui per qualsiasi consiglio se vuoi, chissà, magari troviamo insieme un bello smartphone da comprare (o smartwatch, perché no!). 🙂

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      1. Non fraintendermi, non son un retrogrado, ma ho la ‘forma mentis’ del ‘si compra un apparecchio nuovo quando si rompe quello che si ha’… il ‘problema’ è che il mio Nokia resiste imperterrito da sei anni e passa 🙂

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  1. Visto che tui sei esperta, e che il mio cellulare mostra segni di cedimento… per quando sarò costretto a cambiare, che marca mi consigli per uno smartphone? Fino ad ora mi sono trovato benissimo con Nokia, sono abbastanza orientato verso uno dei loro. L’alternativa sarebbe un Samsung. Guardando i prezzi, ho notato che a parità di prestazioni (grandezza schermo, memoria, fotocamera), i Nokia costano mediamente meno dei Samsung: c’è un motivo preciso? Altre marche / modelli consigliati? 🙂

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    1. Io mi butterei fra Samsung e Nokia, tralascerei le altre marche perché personalmente non mi fido. La Samsung adesso è un po’ la Nokia di un decennio fa, tralasciando per un attimo l’esistenza della Apple (che personalmente continuo a ritenere più adatta alle mie esigenze, anche se la mia tasca ancora piange per l’acquisto dell’iphone 5). Tutti (o forse sarebbe più corretto dire molti) comprano Samsung, quindi il prezzo è mediamente più alto rispetto alla Nokia che si vede costretta a frenare i prezzi altrimenti le vendite andrebbero ancora più a picco.
      Perché con le medesime caratteristiche, spesso, si ritengono legittimi i 400€ che chiede la Samsung e un po’ un furto se a chiederli sarebbe la Nokia. Discorso a parte per la Apple, in quel caso anche 700€ sarebbero giusti, legittimi e mai sprecati.
      Con la Apple mi piego sempre, riuscirei a piegarmi anche con la Samsung, non ci riuscirei con la Nokia.
      10 anni fa non avrei avuto alcun dubbio: Samsung chi? Nokia tutta la vita. 🙂

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      1. Il mio budget al momento è di un massimo di 150 euro; la Apple l’ho esclusa a priori, e non solo per motivi economici 😉 Ho solo notato che a parità delle condizioni di cui ti dicevo: un Nokia costa un centinaio di euro e un Samsung sui 130; il commesso mi ha detto che potrebbe dipendere anche dai materiali, a me il dubbio resta… Quando succederà ho l’impressione che la tentazione di confermare la fiducia alla Nokia sarà molto forte… a meno qualcuno non me ne parli davvero male; del resto le mie necessità non andranno molto oltre il controllo della posta, la visione di qualche video su Youtube e l’inseirmento di qualche scemenza su FB… poi ovviamente altre ‘praticità’ verranno in seguito… grazie dell’opinione, comunque 🙂

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      2. Attenzione alla durata della batteria. Non ho mai testato quelle dei Lumia, ma alcuni dei miei amici che ne hanno uno si lamentano della scarsa durata (molto meno di un giorno). In genere, però, nei dettagli è sempre specificata la durata complessiva. Butta un occhio anche sui commenti lasciati dagli utenti, non guastano mai. E buon acquisto 🙂

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  2. 1- “Uno smartwatch – che già definirlo smart mi sembra un attimo eccessivo, ma è stato fatto anche per i phone, quindi ok”
    2 “Io mi butterei fra Samsung e Nokia, tralascerei le altre marche perché personalmente non mi fido”
    Queste 2 frasi mi danno l’idea che l’ articolo sia scritto da un fanboy…che difende a spada tratta dei marchi, ignorandone altri che hanno prodotti che nulla hanno da invidiare ai marchi da te menzionati (es. LG o Sony)

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    1. Ciao Luca, grazie per il tuo commento! Era un po’ che non mi palesavo qui e le tue parole mi sono servite da sprone per tornare 🙂 Hai ragione, sono una fangirl, però ritengo di non avere i paraocchi. Quando ho scritto “Uno smartwatch – che già definirlo smart mi sembra un attimo eccessivo, ma è stato fatto anche per i phone, quindi ok”, mi riferivo a tutti gli smartphone, non solo a quelli Apple, ben lontani – eh, questo lo ammetto senza fatiche – dall’essere i migliori prodotti sul mercato. Per quanto riguarda invece Samsung, Nokia e altre marche, ti do nuovamente ragione. Mi guardo bene dal difendere a spada tratta queste marche (e in aggiunta la Apple), ma confermo che per come utilizzo io i device, per come mi servo della rete e per la tipologia di approccio che ho io dei dispositivi, non riuscirei a fidarmi di altre marche.
      Poi se Sony o LG vogliono testare la mia fiducia regalandomi un dispositivo, ecco, io li provo con piacere 🙂

      Qualche anno fa, quando gli schermi dei cellulari erano ancora “bianco e nero”, non guardavo altri brand se non Nokia. Poi passai alla Samsung (un modello con lo sportellino che, udite udite, aveva una fotocamera frontale e una esterna) ed infine alla Apple (che poi ho solo un iphone 5 che spero duri ancora altri 2-3 anni). Mi posso definire una fanboy ciclica? Eppure sai cosa sarei curiosa di provare? Uno degli aggeggini prodotti/promossi da Francesco Facchinetti, così, per fugare ogni dubbio.

      Grazie ancora per il tuo commento, prometto di non essere più così prolissa :p buona giornata!

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