Be your SEM, no matter what they say

Spoiler: questo post non parlerà di Englishman in New York di Sting.


No, il SEM e la SEO non sono la stessa cosa

search engine markerting

Il SEM è quella parte del marketing online che si occupa dei motori di ricerca. Il Search Engine Marketing comprende tutte quelle attività che consentono di indirizzare un certo numero di utenti verso un sito web. Di più: di fatto, si possono proprio rintracciare cerchie di utenti interessate al sito web in questione.

Più o meno con queste parole ho iniziato una giornata formativa sulle dinamiche del SEM, lo scorso ottobre. L’evento, dal titolo “Be your SEM“, ha toccato temi come inbound marketing, long tail e social search.

ALT, chiariamo un concetto: SEM e SEO non sono la stessa cosa. In estrema sintesi, si può definire la SEO (o Search Engine Optimization) come la tecnica di posizionamento di un sito su un motore di ricerca (più in alto compare il sito nei risultati di ricerca e più pagherete il vostro SEO Specialist!).

Il SEM – avete notato? SEM è maschile, la SEO, femminile – comprende quelle attività volte a portare traffico ad un sito web. Una definizione più tecnica di entrambe le discipline la potete trovare qui. Il marketing applicato ai motori di ricerca comprende la SEO, la SMO (Social Media Optimization) e la SEA (Search Online Advertising, come gli annunci su Google, per intenderci).

A distanza di qualche mese dal corso, avendo avuto modo di ripresentare l’intervento e di leggere e rileggere le slide che avevo preparato, si è aggiunta un’ulteriore riflessione: Be your SEM, no matter what the say. Dove per “they” intendo quelli che sostengono che la SEO sia solo roba passata o che sia morta da tempo (la danno per spacciata da tipo 8 anni).

In questo ambito è molto difficile formulare congetture univoche, valide per tutti. Anzi spesso per ottenere lo stesso risultato si possono percorrere strade molto diverse. Però chiariamo subito: il SEM sta bene e la SEO non è morta per niente.

É importante investire soldi e tempo nella creazione di contenuti originali e di valore e nella loro diffusione (la parola sharing vi dice qualcosa?). La stessa guida di Google dice che “siti interessanti faranno crescere da soli la propria reputazione“. La SEO gioca, quindi, un ruolo di completamento, per sfruttare tutte le opportunità di conversione.

Ecco perché le parole chiave in materia di motori di ricerca sono due (almeno): conoscenza e sperimentazione. Certo, perché Google lo usiamo tutti, ma se non avete idea di cosa sia il CTR o una campagna PPC o una sitemap, avete poco da sperimentare. Affidarsi ad uno specialista è utile e opportuno. Volendo scegliere una sola figura, chi preferireste tra un soggetto con una conoscenza specificatamente tecnica e una personalità con un forte background in materia di web writing? Vi rilancio alla tesi avanzata di recente da Fabrizio Ventre.

Chi la spunterà? Io voto per il web writer, ma son di parte :).


And what about “Be your SEM”?: Per ricevere il materiale formativo che ho utilizzato durante il corso o se volete che vi faccia un po’ di formazione, mandate pure un’email. Sono buona e prodiga di sharing.

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