Foap, come vendere le proprie foto su Internet

Guadagnare con le foto direttamente dallo smartphone o dal pc

Instagram sta avendo un successo planetario, i numeri parlano chiaro: oltre 300 milioni di utenti e qualcosa come 70 milioni fra foto e video condivisi ogni giorno (fonte Wired, dicembre 2014).

Sul social fioccano ogni giorno migliaia di hashtag e le aziende non hanno mai perso tempo per attuare personali strategie di engagement e di branding, valutandone i benefici anche in termini di ritorni economici.  Bene, ma gli utenti “semplici”, chi ha giusto una passione per la fotografia, i dilettanti, i bimbiminkia con seguiti degni di Gianni Morandi, hanno anche loro l’opportunità di monetizzare? Riescono anche loro a fare cassa?

Risposta: no. Gran parte di loro sicuramente no. E spesso non è solo una questione di strategia. Semplicemente Instagram non è un social ecommerce di fotografie.

Ecco perché ho trovato molto interessante un articolo di Ninja Marketing (tra le centinaia di siti italiani dediti alla scoperta di nuove tecnologie, all’aggiornamento professionale e al mondo dei social media, rientra di diritto nel mio personale podio) su alcune app che consentono di guadagnare, utilizzate anche solo nel tempo libero.

Foap homeFoap, in particolare, mi è parso subito un servizio interessante, pur nella sua semplicità. Disponibile sia in versione desktop che mobile (iOS e Android), Foap consente di vendere le proprie foto ad un prezzo fisso di 5 $, accreditabili tramite il servizio Paypal.

Il procedimento di registrazione è davvero semplice, con la possibilità di loggarsi anche tramite Facebook. L’UX è molto curata e parecchio intuitiva. Un volta creato il profilo, è possibile uploadare le foto (queste devono ricevere l’approvazione dalla community, tramite un sistema rapido di votazione), seguire gli altri utenti (meccanismo follower/following identico a Instagram) ed esprimere un voto da 1 a 5 alle pics dello stream o di utenti specifici.

Foap è un’ottima piattaforma anche per le aziende, soprattutto per la funzionalità “Missions”, ovvero contest fotografico. Un brand può lanciare un tema, dare una scadenza e predisporre una ricompensa (“Reward”) al vincitore.

Missions on FoapConde Nast, Kahlua, Plymouth Gin hanno già accettato la sfida e lanciato la propria Mission.

Io ho già caricato 4 foto e sto partencipando ad un contest chiamato “A moment of triumph”, il mio profilo lo trovate cercando @rembart. Nessuno ha ancora comprato le mie foto, ma, perlomeno, non sono annidate e dimenticate nello stream di Instagram.


Tips: Volete vendere di più? Armatevi di foto di gattini. Anche i cani vanno forte, assieme ai panorami e ai monumenti principali di alcune città.

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2 pensieri riguardo “Foap, come vendere le proprie foto su Internet

  1. Ciao Paola,

    Grazie dell’articolo che fa un po’ di chiarezza sul tema. In parte condivido quello che scrivi sul fatto che Instagram non è un ecommerce nato per vendere le fotografie.
    Dissento però in un punto. Mi occupo di fotografia microstock dal 2008 e ho personalmente utilizzato diverse app e servizi destinate all’upload e vendita di fotografie mediante lo smartophone. Devo dire che, se si esclude che un cellulare è sicuramente più portatile di una macchina fotografica, non ci sono molti vantaggi rispetto alle agenzie di fotografia microstock tradizionale. Questo perchè comunque titoli, descrizioni e keyword all’interno dell’immagine vanno inseriti e pertanto un passaggio sul computer delle immagini prima dell’invio all’agenzia diventa comunque necessario.
    Fore il miglior equilibrio lo hanno le agenzie Fotolia e Depositphots, che nascono come agenzie microstock ma hanno sviluppato veramente delle belle app per l’invio mediante smartphones.

    Insomma: anche qui ci vuole voglia di lavorare e tempo, come in ogni attività imprenditoriale che si rispetti!

    Grazie e a presto!

    Paolo di http://www.fotoguadagnare.com

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    1. Ciao Paolo, grazie per il tuo commento. Mi fa molto piacere quando si instaurano dialoghi in merito ad un certo argomento. Noto anche che, nel tuo caso, si tratta del parere di un esperto e questo mi inorgoglisce maggiormente.
      La tesi principale che sostengo, in merito a Foap, è che comunque si rivela uno strumento in potenza utile (in ottica di vendita di foto) seppur con una forte matrice di – definiamolo – diletto.
      Mi spiego meglio: ovvio è che se sono un fotografo professionista o se il mio intento è pagare il mio affitto con le foto, Foap non è di certo il primo, e meno che mai l’unico, canale di vendita che devo sfruttare. Però, e questa è la mia tesi, ponendo me, soggetto dotato di macchina fotografica o smartphone che sia, appassionato, che si diverte ad avere un seguito su Instagram, con Foap avrei maggiori possibilità di monetizzare, pur non tralasciando l’aspetto “dilettevole”, social, followers addicted, voting addicted, ecc.
      Ps. Fotolia lo conoscevo già, Depositphotos (e relativa app) mi manca, ma recupererò presto. 🙂
      Chapeau per il tuo sito, lo consiglierò.
      A presto!

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